Iran 2013

  • 29 giugno

con contachilometri che segna 74.001 partiamo da casa verso mezzogiorno e ci fermiamo per cena in un grill della Slovenia.

Km.74.487

  • 30 giugno

Si riparte verso le 8.00 per attraversare Croazia e Serbia. Nel pomeriggio perdita di gasolio, risolta immediatamente: era un tubetto inserito male. Notte in grazioso campeggio serbo affollato di pavoni urlanti. Incontriamo un ragazzo francese su una strana bici con pannelli solari, viene da Marsiglia ed è diretto in Kazakistan.

 Km. 75.286.

  • 01 luglio

Ingresso in Bulgaria e in tarda mattinata ci fermiamo a un grill per pranzare. Un camionista ci fa notare che abbiamo perso una finestra della cellula, incautamente dimenticata aperta durante il viaggio. Immediatamente ci attiviamo per risolvere il problema.  Per fortuna nell’area di sosta c’è il collegamento wi-fi. Contattiamo il rivenditore in Italia ed organizziamo la spedizione a Istanbul, presso la ditta dove lavora una nostra conoscente. Si riparte nel tardo pomeriggio per recuperare qualche chilometro. Campo sempre in un grill bulgaro.

Km. 75.580.

  • 02 luglio

Direzione Turchia, in parte passando da strade secondarie nella campagna bulgara, con tanti campi di girasole. Passiamo la frontiera turca prima di mezzogiorno, direzione Istanbul. Campo a Selimpascià, al Mokamp, sul mare di Marmara.

Km.75.975

  • 03 luglio

Arrivo a Istanbul, ci sistemiamo all’autopark sul bosforo, vicino alla Moschea Blu. In attesa arrivi la finestra visitiamo la città (Moschea Blu, Santa Sofia, Topkapi, Cisterna e Gran Bazar). Nessun segnale delle tensioni sociali descritte dai nostri media.

  • 04 luglio

Finalmente alle 19.00 ci consegnano il vetro, ed alle 20.00 è già montato. Si riparte il giorno dopo.

  • 05 luglio

Riprendiamo la strada verso l’Iran, per i prossimi due giorni solo trasferimento. Campo in un grill con tantissimi pulman, ottimo kebab per cena.

Km. 76.784

  • 06 luglio

Altro giorno di autostrada, campo in un’area pic nic, affollata da famiglie turche. Ci regalano un'anguria.

Km. 77.467

  • 07 luglio

Oggi si entra in Iran. Splendida visione del monte Ararat prima della frontiera, che attraversiamo in 40 min. nel primo pomeriggio. Primo pieno di gasolio ad un prezzo irrisorio (1 lt x 0,08 cent €). Campo nei pressi di un distributore.

Km. 77.913

  • 08 luglio

Ci dirigiamo verso la prima città, Tabriz, scopriamo la cordialità del popolo iraniano. Visita al gran bazar, dove comperiamo anche un po’ di frutta e nel pomeriggio al parco Elgoli, un grande parco dove una moltitudine di famiglie viene per trovare un po di fresco e stare in compagnia. Moltissimi sono attrezzati anche per dormire. La curiosità nei nostri confronti, e della nostra macchina, è grande, ma sempre garbata. Vogliono sapere da dove veniamo, vedere come è fatta la nostra cellula e tutti sono contenti nel sapere che dei turisti hanno scelto il loro paese come meta di vacanza.

Km. 78.065

  • 09 luglio

Lasciata Tabriz ci dirigiamo verso Kandovan, una sorta di piccola Cappadocia. Nonostante il caldo ci addentriamo nella città vecchia, tra i vicoli e le bancarelle del mercato sul fiume. Campo in un parcheggio nel paese.

Km.78.136.

  • 10 luglio

La curiosità ci spinge di buonora verso il Mar Caspio. Sosta intermedia per visitare il mausoleo dello sceicco ad Ardabil. In serata facciamo campo prima di Astara  vicino ai venditori di ottimo miele,  lungo la strada tortuosa che attraversa la montagna. Una coppia iraniana, dopo averci chiesto le informazioni di rito, ci regala pane, dolci e aranci.

Km. 78.539

  • 11 luglio

Passando rasente il confine con l’Arzeibagian arriviamo al Mar Caspio, che non ci entusiasma per nulla. Perdita oli dalla guarnizione della flangia del semiasse posteriore sinistro, rimediamo con riparazione artigianale, comunque niente di grave. Clima caldo e umido, spiagge grandi ma sporche, paesaggio triste. Lasciamo quindi la costa e torniamo verso la montagna, in direzione dell’autostrada per Tehran. Campo in un grill.

Km. 79.031.

  • 12 luglio

Tutta autostrada, passiamo velocemente Tehran e ci fermiamo poco prima di Damghan. Lontani dalla strada principale per una doccia e poi campo in un’area di sosta. Problema al pedale della frizione, a volte la pompa lentamente perde pressione ed il pedale va a vuoto. Sentici amici in Italia, la diagnosi sembrerebbe una bolla d’aria, dovuta al grande calore, da eliminare con lo spurgo. Ci penseremo il giorno dopo.

Km. 79.672

  • 13 luglio

Di buon’ora procediamo con lo spurgo e sembra la cosa funzioni, anche se la corsa del pedale a volte è un po’ diversa dal solito. Comunque non ci sono perdite e si continua.

A Damghan visitiamo la bella moschea Tarikhuneh e, lungo la strada verso sud, anche il caravanserraglio di Tepe Hissar. Deviazione a est per vedere il il lago salato di Ahj Haligoli, un posto veramente magico dove passiamo un bel pomeriggio di relax.

Abbiamo la pessima idea di non fermarci per la notte, proseguiamo fino a un’area di sosta per camion a Ma’bad, dove ci accampiamo con un vento incredibile che scuote la cellula. Verso le tre di notte due poliziotti ci bussano per i soliti controlli……nessuno di loro parla inglese. Se ne vanno per ritornare poco dopo con dei moduli da compilare. Parliamo al telefono con il loro superiore, che sembra masticare qualche parola di inglese, e ci comunica che non possiamo proseguire perché questa zona è interdetta ai turisti. Dopo varie discussioni alle quattro ritorniamo a letto, dando appuntamento al capo della polizia all’indomani.

Km.79.850

  • 14 luglio

Lui nemmeno si presenta ma manda i soliti due tirapiedi, e per telefono ribadisce che di qua non può proseguire. (Damnghan, Semnan, Hotel, Teheran, Isfahan !!!) Inutile discutere torniamo indietro, stessa strada a ritroso. Approfittiamo di questo inconveniente per cercare di risolvere definitivamente il problema della frizione, pensando di trovare una concessionaria Land Rover a Tehran…..che invece non esiste. Ci affidiamo quindi ad un meccanico, sempre con il problema di farsi capire visto che non parla inglese. Domattina prenderanno in esame il problema e per questa notte dormiamo in albergo.

Km. 80.326

  • 15 luglio

La giornata sembra iniziare con i migliori auspici. La frizione con un energico spurgo pare ok e si riparte, in direzione sud. Il paesaggio non è dei migliori, brullo e sassoso. Pausa pranzo in uno dei tanti caravanserraglio e idem per la notte, dove un branco di cammelli selvatici ci viene a trovare.

 Km.80.596

  • 16 luglio

Siamo Kashan, famosa per le case tradizionali ristrutturate. Visitiamo la Kan Borujerdi e successivamente lo splendido Hammam del sultano Mir Ahmad. In Iran i turisti non pagano quasi mai le autostrade ed a volte gli regalano pure il gasolio (60 lt. regalati da un camionista) Ogni giorno l'accoglienza degli iraniani ci sorprende Campo in un grill.

Km.80.955

  • 17 luglio

Arriviamo ad Arusam attraverso una pista che lambisce un lago salato, con qualche piccola duna da attraversare. Arusan è uno sperduto villaggio nel deserto, con un piccolo palmeto, gran caldo e praticamente disabitato. Sembra che quasi tutti gli abitanti vivano nei paesi vicini e vengano qua solo per curare le coltivazioni. Uno di loro, in un più che dignitoso inglese, ci accoglie con il solito entusiasmo, offrendoci la casa di famiglia per passare la notte. Optiamo per parcheggiare nel cortile. Incontriamo due italiani su un  fuoristrada, appassionati di traking.

Km.81.246

  •  18 luglio

Al mattino facciamo conoscenza con Babak, la guida dei due italiani, già partiti per un’escursione. Ci indica il pozzo del villaggio per rabboccare il serbatoio dell’acqua. Proseguiamo per Yazd, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Ci sistemiamo in centro, in un parcheggio vicino alla moschea del Jameh. Sfumata la cena nel miglior ristorante indicato dalla guida, si ripiega sul secondo ma qualcosa dev’essere cambiato. Cena appena dignitosa.

Km.81.656.

  • 19 luglio

Visitiamo la moschea, la prigione di Alessandro e la città vecchia, con il dedalo infinito di viuzze e i numerosi badgir che sovrastano le case. Visitiamo una delle case storiche, la Kan Elari. Ma quello che ricorderemo di più è l’invito di un vecchietto che, nel suo povero negozio di barattoli usati, ci offre una fetta di anguria, senza voler nulla in cambio. Verso mezzogiorno visitiamo le Torri del Silenzio, dove i seguaci di Zoroastro esponevano i lori morti per darli in pasto agli avvoltoi. Proseguiamo verso sud, fermandoci per pranzo a Saryazd, dove c’è uno stupenda fortezza ristrutturata che purtroppo è chiusa. Campo serale nei pressi del bel caravanserraglio di Zein o din, magnificamente ristrutturato, dove purtroppo apprenderemo della morte del nostro amico  Oscar.

Km. 81.739

  • 20 luglio

Facciamo una deviazione tra le montagne per raggiungere il villaggio troglodita di Maymand. Il paesaggio è molto bello, il villaggio un po’ meno. Campo serale a Kerman in un’area di sosta.

Km. 82.204

  • 21 luglio

Direzione Kalut, il deserto, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Caldo infernale. Aspettiamo all’ombra di un palmeto un orario più adeguato per visitarlo. Ci muoviamo verso le 17.00 e arrivati all’inizio del deserto ci inoltriamo tra i pinnacoli di roccia per un’escursione. Vediamo la lancetta del termometro toccare i 56 gradi! Campo in pieno deserto, con mega doccione, accompagnati da un vento rovente. Notte agitata per il gran caldo.

Km. 82.406

  • 22 luglio

Visitiamo la cittadella fortificata di Rayen e proseguiamo per Shiraz. Campo libero in mezzo al bush (maccioni)

Km. 82.802.

  • 23 luglio

Arriviamo verso sera a Shiraz, dritti dritti nel parcheggio ai bordi del parco cittadino. Sostiamo qua per la notte cosi da poter visitare domani la città con calma. Ottima cena nel Sharzeh Tipical Restaurant, con tanto di musica live.

Km. 83.295.

  • 24 luglio

Visitiamo l’Arg-e Karim Kan, la moschea Masjed-e Vakil e il meraviglioso complesso di Aramgah-e Shah-e Cheragh. Nel pomeriggio arriviamo a Persepoli e campeggiamo nel vicino parcheggio.

Km.83.352

  • 25 luglio

Di buon’ora visitiamo Persepoli, per evitare il caldo del mezzogiorno. Il sito è davvero notevole. Si prosegue in direzione Isfahan. Sosta per visitare Lost Paradise, con le sue cascate rinfrescanti. C’è un’infinità di gente e mentre le visitiamo ci rubano le due telecamerine della retromarcia (qualche imbecille lo si trova sempre). Decidiamo di non fermarci per la notte e proseguiamo. Campo adiacente un dispensario medico, accolti dai due mdici di turno.

Km.83.573

  • 26 luglio

Arriviamo a Isfahan dove contiamo di fermarci qualche giorno. Lasciamo la macchina nel parcheggio del Traditional Hotel, situato nelle immediate vicinanze della piazza Imam, che visitiamo la sera stessa. Enorme e piena di gente. 

  • 27/28 luglio

In questi due giorni ne approfittiamo per visitare la città, ma anche per riposarci e fare acquisti. Visitiamo la moschea dello Sceicco, la moschea dell’Imam, la moschea del Jameh, il palazzo Qapu, il quartiere armeno con le chiese di Vank e Betelem, il ponte Si-o-seh. La sera ottima cena in ristorante.

  • 29 luglio

Si ritorna verso la frontiera turca, vogliamo passare attraverso i villaggi curdi. Tappa di trasferimento con campo nel bush. Notte agitata perché c’era un certo via vai, per cui alle tre di notte decidiamo di cambiare posto. Km. 84.405

  • 30 luglio

Altra tappa di trasferimento. La strada si snoda attraverso le montagne. Ci fermiamo nel parcheggio di una trattoria, dopo un’ottima cena a base di spiedini.

  • 31 luglio

Siamo in pieno territorio curdo. La strada si inerpica per la montagna costeggiando il confine iracheno. Paesaggio molto bello. Ci accampiamo  dietro un distributore pochi chilometri prima della frontiera turca. Ci offrono mezza anguria, ricambiamo con due maglie della nostra nazionale di calcio.

Km.85.161.

  • 01 agosto

Entriamo in Turchia dalla frontiera di Serou. Formalità uscita Iran veloci mentre all’ingresso in Turchia la macchina viene accuratamente perquisita. Siamo nella Turchia Curda, la strada si snoda tra le montagne, per un tratto proprio sul confine con la Siria. Tutto tranquillo anche se i continui posti di blocco e controlli dei militari fanno trasparire un senso di allerta. Campo nel piazzale di un distributore con lavaggio rumoroso. (non per me)

Km. 85.513

  • 02 agosto

Ci allontaniamo dal confine, in direzione Midyat, sempre in territorio curdo. Passeggiamo tra i vicoli della città vecchia, visitiamo una casa antica, la moschea, la chiesa e’ chiusa. Questa cittadina non è particolarmente interessante e proseguiamo verso il fiumi Tigri. Il villaggio di Hasankeyf è salito alla ribalta delle cronache perché entro il 2014 verrà completamente sommerso dalle acque del fiume Tigri, a seguito della costruzione di una nuova diga. Peccato perché questo villaggio, abbarbicato sulla montagna, con le case costruite nella roccia, è molto suggestivo. Gli abitanti verranno trasferiti nel nuovo insediamento, costruito sulla montagna di fronte. Campo in piazzale di distributore.

Km. 85.718

  • 03 agosto

Dopo una sistemazione alle due capsule che mi sono saltate, ci dirigiamo verso Mardin, dove visitiamo il bel museo e due moschee. Ritorniamo indietro fino a Deyrul Zafaran, un monastero nel cui piazzale ci accampiamo, per visitarlo il giorno seguente.

Km.85.884

  • 04 agosto

Visita al monastero e partenza in direzione della montagna Nemrut Dagi. Strada di montagna con continui saliscendi, bisogna pure attraversare un lago con una chiatta. Campo al Karadut camping, con notte ventosa ed insonne. (non per me)

Km. 86.147

  • 05 agosto

Verso la vetta, la temperatura è calata vertiginosamente ed il vento imperversa. Il posto è veramente bello, con i resti di gigantesche statue decapitate per colpa di un terremoto. Attraverso una strada secondaria, che attraversa sperduti villaggi di montagna, raggiungiamo Malatya, dove acquistiamo le famose albicocche. Campo nel piazzale di un grill.

Km. 86.405

  • 06 agosto

Verso la Cappadocia. Si arriva a Goreme nel primo pomeriggio e ci sistemiamo in un  campeggio sulla collina con una stupenda vista sul paese. Pomeriggio di relax e passeggiata serale con cena superlativa nel miglior ristorante.

Km.86.688

  • 07 agosto

Svegliati dal rumore delle mongolfiere. Il cielo all’alba, pieno di palloni colorati, è uno spettacolo. Visitiamo il museo a cielo aperto e la chiesa di Karanlik. Ci spostiamo al Kaya Camping, decisamente migliore.

Km.86.725

  • 08 agosto

Gironzoliamo tra la Valle delle Rose e la Valle dell’Immaginazione, visitando anche la città sotterranea di Kaymakli. Nel tardo pomeriggio visita al castello di Uchisar, poi ottima cena in ristorante tipico.

Km.86.857

  • 09 agosto

Oggi abbiamo deciso di riposare tutto il giorno al Kaya Camping.  Conosciamo due tedeschi che hanno lasciato tutto, in Germania, per viaggiare sul loro furgone 4x4. Si stanno dirigendo in Sudafrica.

  • 10 agosto

Rotta verso il mare. La costa è deludente ma, visto l’orario, decidiamo di fermarci in un misero campeggio e riprendere la ricerca il giorno dopo.

Km.87.489

  • 11 agosto

Dopo pochi chilometri arriviamo a Cyrali e ci fermiamo in spiaggia, dove il mare è veramente bello. Cena a base di pesce e visita serale ai fuochi della Chimera.

Km.87.520

  • 12 agosto

 Oggi giornata di mare.

  • 13/14 agosto

Risaliamo lentamente la costa fino a Kas, uno splendido paese sul mare, con un centro storico stupendo, pieno di negozietti, con molto turismo. Molto bello il Kas Camping, dove ci fermiamo un paio di giorni.

Km.87.520

  • 15 agosto

Andiamo a vedere la tanto rinomata spiaggia di Patara…….tanto famosa quanto deludente. Ci fermiamo poche ore per ritornare a Kas, al Mokamp.

Km. 87.754

  • 16 agosto

Passiamo qualche ora sulla spiaggia di Kaputas e proseguiamo per Pamukkale, dove arriviamo verso sera, al campeggio sulla collina.

Km. 87.754

  • 17 agosto

La mattina visita a Pamukkale e nel pomeriggio trasferimento verso Efeso. Arriviamo a Selciuk, nel Garden Camping, gestito da un turco con carta d’identità emessa a Sirmione! Fino al 2008 aveva un negozio di tappeti.

Km.88.266

  • 18 agosto

Mattina dedicata alla visita del sito di Efeso, dopo aver visitato la moschea Isabey Camii, appena fuori dal campeggio. Efeso stupenda, impieghiamo quasi 5 ore per visitarla tutta, con un po’ di fatica per il gran caldo. Sosta pranzo nel parcheggio nel bosco della casa di Maria. Dopo un’ora, nonostante la stanchezza, ci trasciniamo fino alla cappella. Riprendiamo la strada alla ricerca di un posto di mare dove riposare un giorno. La costa che risaliamo (Kusadasi compresa) è orrenda. Si passa dai grandi hotel ai camping tipo accampamento rom. Alle 20.00 finalmente troviamo un campeggio carino su una bella spiaggia, con un mare limpido.

Km. 88.537

  • 19 agosto

Ci fermiamo al campeggio.

  • 20/21 agosto

Si risale verso la spiaggia di Foca, dove ci fermiamo un paio di giorni, accampati sulla spiaggia, in una specie di camping. Mare bello.

Km. 88.730

  • 22 agosto

Verso Bergama per la visita dell’omonima acropoli, poi proseguiamo per goderci l’ultimo giorno di mare su Alybey Island.

Km. 88.916

  • 23 agosto

Verso Kanakkale per attraversare lo stretto dei Dardanelli. Arrivo alla frontiera bulgara, dove impieghiamo più di tre ore per attraversarla. Verso le 22.00 troviamo un delizioso campeggio.

Km.89.416

  • 24 agosto

Uscita per la Serbia. Dopo due mesi di cielo azzurro e sole, oggi è nuvoloso e piove. Campo in grill poco prima della frontiera croata

Km.90.188

  • 25 agosto

Verso la frontiera croata, che affrontiamo con una coda di 2 km e due ore di tempo per attraversarla. Nel primo pomeriggio arriviamo a Punat, sull’isola di Krk, dove ci aspettano i nostri amici Willo e Pa.

Km 90.701

  • 26/27 agosto

Giornate di mare in compagnia dei nostri amici

  • 28 agosto

Dopo 17.206 km torniamo a casa. Fermata a Valdobbiadene per "rifornimento".

Km. 91.207

 



 

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