Mali 1999

  • SABATO 23 OTTOBRE 1999. BRESCIA GENOVA

Km.249

Dopo anni di ripensamenti finalmente la decisione: Algeria e Mali. Le notizie sono altalenanti, ma ormai la decisione è presa. Partenza da Genova sotto un diluvio, la nave che sostituisce l’Habib (Chartage) è nuova e veloce, un lusso unico. Nonostante le pessime previsioni il viaggio è confortevole.

  • DOMENICA 24 OTTOBRE 1999. TUNISI TOZEUR

Km.418

Arrivo a Tunisi. Frontiera ultra veloce. Pieno di gasolio e si parte verso Tozeur. Cena in ristorantino e campo in distributore.

  • LUNEDI 25 OTTOBRE 1999. TOZEUR OUARGLA

Km.465

Di buon’ora si passa la frontiera tunisina. Pochi km e ormai ci siamo. La gentilezza e la cordialità degli algerini fugano le eventuali preoccupazioni. Le formalità sono molto più veloci rispetto al passato, si svolgono tutte li in frontiera, dal cambio della valuta (non più obbligatorio) all’assicurazione del veicolo. I controlli vi sono sì, ma sempre all’insegna della cortesia, della cordialità e della signorilità. Nessuno ti chiede niente. Già ci sono più di 35 gradi, non male se pensiamo al freddo ed alla pioggia della partenza. Dopo un paio d’ore si esce dalla frontiera. Tutto tranquillo, nessuna scorta. Sosta in palmeto per il pranzo. Durante la strada vi sono diversi posti di blocco, soprattutto nelle vicinanze dei paesi. Che si tratti di dogana, di gendarmeria o di police, il comune denominatore è la gentilezza. Strade ottime. Arrivo a Ouargla dal nostro amico Kader nel medio pomeriggio. Memorabili il cus cus e le brochette.

  •  MARTEDI 26 OTTOBRE 1999. OUARGLA EL GOLEA

Km.420

Partenza verso le 9 in direzione El Golea. Strada ottima anche se monotona. Tutto tranquillo, soliti posti di blocco, solita cordialità, solita cortesia. Arrivo a El Golea. Sosta nell’albergo Vieux Ksar, non è il massimo ma passabile, zanzare a parte. Cena al ristorante: pollo. Qui apprendiamo che per Timimoun non serve convoglio, mentre per Tam sì, e questo vale anche per i locali. Pare vi siano problemi di tuareg o di banditi islamici. Al ritorno apprenderemo che in quella zona dei turisti sono stati depredati di tutto (4 auto e 2 camion).

  •  MERCOLEDI 27 OTTOBRE 1999. EL GOLEA TIMINOUN

 Km.382

Contrordine. Al posto di blocco in uscita veniamo scortati nuovamente in città e dobbiamo attendere che arrivi la nostra scorta personale. Purtroppo si attende più di due ore. Finalmente arrivano 4 toyotoni, ognuno con 4 militari armati fino a i denti in assetto di guerra. Fa una certa impressione. Invece tutto è tranquillo. Ci scortano per ca.180 km., un bel pezzo dopo aver imboccato la strada per Timimoun, ai confini della loro giurisdizione. Il paesaggio è una piattura totale. Arrivo a Timimoun, molto bella in stile sudanese. Ottimo campeggio in palmeto. Gran caldo, in estate la temperatura può superare i 45° all’ombra e 65° al sole!!! Gita serale in città, c’è una certa vita. Tutto tranquillo. Anche secondo quello che dicono tutti, qui i problemi dell’integralismo non sono mai arrivati.

  •  GIOVEDI 28 OTTOBRE 1999. TIMIMOUN REGGANE

 Km.XXX

Trasferimento monotono. Tutto tranquillo. Arrivo ad Reggane. Solite formalità di polizia e gendarmeria nonché pienone dei serbatoi. Per percorre la Bidon V nessun controllo o permesso. Raccomandazioni di seguire le balise e non lasciarle. A monito nella bacheca della gendarmeria vi sono le foto di chi si è smarrito e di chi è stato ritrovato, tipo mummia rinsecchita. Alloggio nel cortile dell’unico albergo, che poi scopriremo essere un bordello. Lo stato delle camere, che utilizziamo solo per la doccia, come quello delle donnine, è inimmaginabile.

 

  • VENERDI 29 OTTOBRE 1999. ADRAR BIDON V

 Km.515

Si parte presto, dopo aver acquistato il pane. Troviamo l’imbocco della pista, 600 km di nulla, con il poco rassicurante cartello di pericolo, che ammonisce di non lasciare la via segnalata. Le balise sono comunque visibili, la rotta immessa nel GPS risulta essere esatta, il fondo abbastanza buono, niente di particolare, anche se l’orizzonte ti avvolge per 360°. Le tracce sono infinite e sembrano a volte divergere per altre direzioni. Troviamo nell’ordine un posto militare, una specie di ristoro ed un altro posto militare, nei pressi del quale ci accampiamo, a poca distanza da Bordj Moktar. La serratura del portellone si blocca. Si tribula un po’, ma poi se pur al buio si riesce a smontare il portellone, liberandolo dalla serratura bloccata. Lo fisseremo poi con una cinghia, se fossero tutti questi i problemi.

  • SABATO 30 OTTOBRE 1999. BIDON V TESSALIT

Km.283

Dopo un centinaio di Km. Si arriva a Bordj Moktar, posto dimenticato da Dio, ultimo avamposto algerino. Formalità sempre all’insegna della cortesia e della cordialità, forse più che al nord. Pranzo incredibilmente offerto dai doganieri, visto l’orario, ultime formalità e via verso il Mali. Ormai l’Algeria è andata. Strada piatta con pista segnata. Si comincia ad intravedere una parvenza di sahel, con la tipica vegetazione, le acacie. Molti i tratti molli soprattutto in concomitanza del marcouba (erba per capre). Arrivo a Tessalit che quasi è buio. Miseria assoluta. Grande lo stupore, e la felicità, nel vederci, segno che il flusso turistico, unico mezzo di sostentamento per questa gente, può riprendere. Ci dicono che in quattro anni l’unico turista oltre a noi è stato un tedesco in moto. Le formalità le espleteremo domani. Ci conducono nell' unico ristorante del paese, con le tavole apparecchiate chissà da quanto tempo, pronte ad accogliere turisti mai arrivati. Davvero triste. Campo nel cortile del ristorante. Qualche ragazzino e primi acquisti e baratti.

  • DOMENICA 31 OTTOBRE 1999 TESSALIT ANEFIS

 Km.310

Le formalità sono decisamente nella norma. Qualche richiesta di regali, comunque con cortesia. La dogana rilascia un permesso per la vettura valido 7 gg. eventualmente rinnovabile. Si parte. La strada non è un gran che, sconnessa, a volte molti tratti di marcouba, la velocità è limitata. Si incontrano molti pastori con pecore e cammelli. Sempre grande miseria. Ad Aguelhoc lasciamo i medicinali al locale presidio medico. Arrivo ormai con il buio completo, confortati dal GPS, ad Anefis. Rimandiamo al giorno seguente le formalità e campeggiamo in casa di una guida, che ci raccomanda un posto a Gao. La macchina di Beppe, per non essere da meno, comincia a perdere gasolio dallo stesso serbatoio da cui lo perdeva lo scorso viaggio.

  • LUNEDI 01 NOVEMBRE 1999 ANEFIS GAO

 Km.255

Arrivo nel pomeriggio a Gao. Subito andiamo alla Polizia a registrare i passaporti, a fare l’assicurazione, a far timbrare il permesso doganale e via in campeggio. E visto che è presto riusciamo anche a far riparare sia il serbatoio che la serratura. Il tutto accompagnati da Mohamed, capo guida (così almeno dice) che poi assumeremo per vedere la città e soprattutto gli ippopotami sul Niger. Bello il campeggio, anche con bungalow. Memorabile la birra ghiacciata che consumeremo in gran quantità, anche perché il caldo, per non parlare delle zanzare, si fa sempre sentire.

  • MARTEDI 02 NOVEMBRE 1999 GAO

Km.XX

Al mattino gita al mercato in riva al fiume Niger. Bellissimo, colorato, stupendo. Al pomeriggio via verso il Niger, costeggiando l’omonimo fiume, fino ad arrivare ad un villaggio di pescatori. E vera Africa. In piroga si parte, risalendo il fiume, fino ad arrivare nei pressi di un branco di ippopotami. Pur tenendoci a debita distanza, poiché alquanto irascibili, è comunque uno spettacolo unico ed indimenticabile. Si ritorna al campeggio, dove diamo fondo alle riserve di birra ghiacciata (da un frigorifero a gasolio!!!) del bar del campeggio.

  • MERCOLEDI 03 NOVEMBRE 1999 GAO MOPTI

Km.610

Al mattino si prende il BAC, la chiatta che ti fa attraversare il breve tratto di fiume, per l’occasione a prezzo turistico (cioè raddoppiato) e si parte  per Mopti. Ora c’è l’asfalto. La strada è bella, attraversa villaggi pittoreschi da vera Africa. In serata siamo a Mopti dove subito facciamo conoscenza con Adamo, la nostra futura guida, che ci scorta al campeggio, presso Hotel Restaurant Le Bani.

  • GIOVEDI 04 NOVEMBRE 1999 MOPTI

Km.9

Il mattino lo spendiamo per visitare la città, il mercato lungo il fiume, i negozi all’interno, la moschea. Qui la gente è più appiccicosa perché di turisti ne arrivano parecchi, anche se non è ancora alta stagione. Pomeriggio relax in campeggio.

  • VENERDI 05 NOVEMBRE 1999 MOPTI KANI-KOMBOLE’

Km.172

Si parte per il tour nei paesi Dogon, popolazione che una volta viveva lungo una falesia in abitazioni ricavate nella roccia, a volte anche a decine di metri d’altezza. La strada diventa subito abbastanza brutta, lungo pistone rosse a volte sabbioso a volte pieno di tole. Si arriva a Bandiagara ed a Djiguibombo, primo  vero paese Dogon, molto bello. Per la prima volta vediamo i tipici granai dei Dogon. Brutta sorpresa la strada è interrotta per manutenzione, siamo quindi costretti a prendere l’unica scorciatoia, che si rivelerà micidiale, tant’è che per fare i ca. 100 Km impiegheremo tutta la giornata. Arrivo in serata a Kani Kombolè che non apprezziamo appieno per la troppa stanchezza. Campo in cortile di abitazione

  • SABATO 06 NOVEMBRE 1999 KANI KOMBOLE’ MOPTI

Km.128

Riposati e rifocillati il paese della sera prima assume un’altra prospettiva.

Stupenda la moschea ai bordi del laghetto, come il villaggio pieno della vita di tutti i giorni. Grande mercanteggiare con acquisti e scambi di merce, per lo più radioline, walkman e calcolatrici che avevamo acquistato per lo scopo. Pochi chilometri di pista non proprio bella e siamo a Teli. Vi è ancora una gran quantità di case e granai abbarbicati sulla roccia. Qui la guida ci dice che fino a pochi anni fa nelle abitazioni più alte, venivano ancora tumulati i corpi dei defunti. Pratica che ormai è in disuso, anche se non proprio del tutto, per gli ovvii motivi igienico-sanitari. Visita al paese e partenza per altro villaggio, Endé, con solita grande contrattazione e scambio della nostra merce per vari souvenir in legno. Anche questo è divertimento, e poi è l’unico mezzo di sostentamento del villaggio. Breve visita al villaggio, ormai si assomigliano un po’ tutti, e partenza verso Mopti nel primo pomeriggio. La strada non è bellissima, comunque pian piano si arriva all’asfalto.

  • DOMENICA 07 NOVEMBRE 1999 MOPTI DJENNE MOPTI

Oggi è l’ultimo giorno, poi comincia il viaggio di ritorno. Si parte per Djennè, che si raggiunge dopo aver traghettato un’ansa del fiume Niger.

La strada è breve, vi arriviamo verso mezzogiorno. Fa molto caldo. La moschea, tanto decantata, è veramente bellissima, anche se praticamente l’unica vera attrattiva della città. Breve visita e poi pranzo in ristorante. Anche se la stagione non è ancora iniziata, si vede un buon numero di turisti. In serata si ritorna a Mopti, per l’ultima volta. Anche se gli uffici la domenica sono chiuse, il capo della dogana li apre per noi per poter timbrare la proroga del permesso della vettura, che scade il giorno dopo, cosicché all’indomani si possa partire di buon’ora, senza perdere tempo. Anche nel Mali tutti sono gentili.

  • LUNEDI 08 NOVEMBRE 1999 MOPTI GAO

Km.579

Partenza presto, ormai la strada la conosciamo. Nel pomeriggio si arriva a Gao. Facciamo le formalità dalla polizia e torniamo nello stesso campeggio dell’andata.

  • MARTEDI 09 NOVEMBRE GAO AGUELOK

Km.451

Primo dei quattro giorni che sanciranno, con l’arrivo ad Adrar, la fine del viaggio, o meglio della parte più impegnativa.

La sosta inizialmente è prevista ad Anefis, ma visto che vi arriviamo nel primo pomeriggio, decidiamo di proseguire per Aguelok. Vi arriviamo che ormai è buio pesto. Veniamo accolti dall’intero villaggio ed ospitati nel cortile dell’ospedale al quale all’andata avevamo donato i medicinali. In “nostro onore” da una vicina guarnigione fanno venire tre soldati armati di tutto punto; veglieranno sul nostro sonno. Un po’ inquietante.

  • MERCOLEDI 10 NOVEMBRE 1999 AGUELOK BORDJI MOKTHAR

Km.250

Si arriva a Tessalit in mattinata. Le formalità sono veloci. Solita richiesta di doni, ma sempre con gentilezza. Arriviamo a Bordji Moktar nel pomeriggio. Ormai siamo di casa. Le formalità sono veloci perché hanno conservato tutti i nostri dati dell’andata. Compriamo qualche cosa nel paese giusto per cambiare gli ultimi CFA e poi ci accampiamo nel cortile della dogana, meglio di così. La mia serratura, probabilmente riparata alla meno peggio, si rompe nuovamente. Ormai sono esperto e, anche se al buio e sudando sette camice per il caldo chiuso nella macchina, in poco tempo viene tolta. Di notte sgradevole sorpresa, vuoi per la sudata, vuoi per la temperatura che si è alquanto abbassata, con una discreta brezza, morale febbre a 39!!! Pillole e via, domani c’è la Bidon V!!!

  • GIOVEDI 11 NOVEMBRE 1999 BORDJI MOKTHAR BIDON V

Km.434

Facciamo campo in prossimità dell’ultimo campo militare, il primo incontrato all’andata. La febbre è sempre alta. Subito a nanna, pillole, novalgina e speriamo in meglio.

  • VENERDI 12 NOVEMBRE 1999 BIDON V ADRAR

Km.355

Ormai la Bidon V è andata, il più è fatto. Arriviamo ad Adrar e decidiamo per l’albergo, visto che la febbre incombe. In serata comunque passeggiata e cena in ristorante (pittoresca!!!) In nottata la febbre ritorna!!

  • SABATO 13 NOVEMBRE 1999 ADRAR TIMIMOUN

Km.203

Stesso bel campeggio dell’andata. Ormai la febbre è diventata una costante, non che sia preoccupato ma però ………………..

  • DOMENICA 14 NOVEMBRE TIMIMOUN EL GOLEA

Km.376

La febbre continua ad assistermi. Partiamo per El Golea. Dopo pochi chilometri devo far guidare all’Ivana perché non mi reggo in piedi. Arriviamo in città e decidiamo per l’albergo, questa volta il Boustan, molto meglio,  dove chiediamo se è possibile chiamare un dottore. Incredibile la gentilezza di tutto lo staff. Il direttore dell’albergo, saputo della malattia, prima ci porterà una tisana fatta dalla moglie e delle arance e poi, secondo le indicazioni del medico, sempre da sua moglie ci farà preparare la cena. Questa è vera ospitalità.

Lo stesso per il dottore, gentile, preparato, scrupoloso. La diagnosi? Semplice influenza, un colpo di freddo. Il problema più grosso, che spiega anche la debolezza della giornata, è la pressione, probabilmente per la troppa novalgina: 60/90!!!

Mi fa un’iniezione per abbassare la febbre e si ripromette di ripassare la mattina dopo, prima della nostra partenza, per accertarsi dello stato di salute.

  • LUNEDI 15 NOVEMBRE 1999 EL GOLEA OUARGLA

Km.418

Questa mattina sto un po’ meglio, la testa non gira più e sono più in forze. Sarà stata l’iniezione, ma mi sembra d’avere nelle vene dell’antigelo. La temperatura è talmente bassa che non riesce nemmeno a smuovere la tacca più bassa del termometro.

Scorta in direzione di Ouargla fino ai confini di competenza della città e via verso Kader, la stessa strada scorrevole dell’andata.

Arriviamo nel pomeriggio. Kader è molto sollevato nel vederci, perché ci aspettava un paio di giorni fa. Se non fossimo arrivati domani sarebbe andato alla polizia a segnalare la nostra scomparsa.

  • MARTEDI 16 NOVEMBRE OUARGLA

Km.89

Purtroppo Kader non può dedicarci molto tempo, diviso con i festeggiamenti per lo sposalizio della cognata. Saremmo invitati anche noi al clou della cerimonia, se non fosse che ci attende la nave. Oggi andiamo a raccogliere le rose di sabbia.

  • MERCOLEDI 17 NOVEMBRE  OUARGLA

Km.49

Giornata di relax. Visita al mercato al mattino. Al pomeriggio andremo a vedere i poderi di Kader, dove impianterà il nuovo palmeto. Cena in compagnia la sera.

  • GIOVEDI 18 NOVEMBRE OUARGLA TUNISIA

Km.604

Ormai siamo in dirittura d’arrivo. Le formalità in uscita sono al solito veloci, come quelle in ingresso in Tunisia. Cerchiamo di portarci il più possibile vicino a Tunisi. Memorabile la cena a base di carne alla griglia, in uno dei tanti ristori al bordo della strada.

  • VENDERDI 19 NOVEMBRE 1999 TUNISI PORTO

Km.277

Si arriva al porto per tempo. Sorpresa la nave è in ritardo per mare troppo mosso! Tra un ritardo e l’altro ci imbarchiamo all 19,30, pronti ad affrontare i flutti. Effettivamente per il primo tratto si balla un po’, ma poi tutto è tranquillo.

 

  • SABATO 20 OTTOBRE 1999 TUNISI GENOVA BRESCIA

Km.225

Tira e molla si sbarca alle 19. Fa un freddo cane e sembra che sull’appennino nevichi. In realtà nevicherà a Brescia durante la notte.

Via verso casa, dopo i saluti di rito con Beppe e Patri, anche per quest’anno è andata.

Totali percorsi Km.9.198. Durata viaggio 29 giorni.

 



 

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